Il trigesimo è il trentesimo giorno dalla scomparsa di una persona cara e, per estensione, la Messa di suffragio che la famiglia fa celebrare in quella data per ricordarla e pregare per lei. Non è un obbligo: è una consuetudine che la Chiesa cattolica conserva insieme al settimo giorno e all’anniversario. Per molte famiglie è il primo momento in cui ritrovarsi con un po’ di calma, dopo i giorni concitati del rito funebre. In questa guida spieghiamo cosa significa la parola, come si calcola la data, come si prenota la Messa in parrocchia, come funziona l’offerta e come si annuncia il trigesimo, con qualche indicazione pratica per chi vive a Roma.
In sintesi:
| Domanda | Risposta breve |
| Cos’è | Il trentesimo giorno dal decesso e la Messa di suffragio celebrata in quella occasione |
| Da dove viene | Dal latino trigesimus, “trentesimo”; la Chiesa ricorda i defunti al terzo, settimo e trentesimo giorno e nell’anniversario |
| Come si calcola | Si parte dalla data della morte, non da quella del funerale; il giorno preciso si concorda con la parrocchia |
| Dove si celebra | Di solito nella parrocchia del defunto o della famiglia, oppure nella chiesa del funerale |
| Quanto costa | Non c’è un prezzo: si lascia un’offerta, e il sacerdote non può chiedere più dell’importo di riferimento fissato dai vescovi |
| È obbligatorio? | No. È una tradizione, che si può vivere anche in forma laica |
| Come si annuncia | Con un manifesto, un annuncio sul giornale o un messaggio a parenti e amici |
Trigesimo: significato e origine
Cosa vuol dire la parola
Trigesimo viene dal latino trigesimus, derivato di triginta, “trenta”. Il vocabolario Treccani spiega che oggi la parola si usa quasi solo in espressioni come “il trigesimo della morte“, cioè il trentesimo giorno dalla scomparsa di un defunto, quando è tradizione celebrare un rito funebre. Si sente dire anche la trigesima, al femminile: il significato è lo stesso.
Nell’uso comune, quindi, la parola indica tre cose insieme: la data, la Messa celebrata in quella data e il primo mese di lutto che si chiude.
Perché proprio trenta giorni
La misura dei trenta giorni viene dalla Bibbia. Il libro dei Numeri racconta che per Aronne “tutta la casa d’Israele lo pianse per trenta giorni” (Nm 20,29), e il Deuteronomio dice lo stesso di Mosè (Dt 34,8). La nota della Bibbia CEI a quel passo precisa che si trattava di un lutto straordinario: il lutto normale durava sette giorni, come quello che Giuseppe celebrò per il padre Giacobbe (Gen 50,10).
Da qui vengono le due ricorrenze che ancora oggi scandiscono il primo mese: il settimo giorno e il trigesimo.
Il trigesimo nella tradizione cattolica
Il riferimento ufficiale è il Direttorio su pietà popolare e liturgia della Santa Sede. Al numero 255 dice che la Chiesa offre il sacrificio eucaristico per i defunti non solo nel giorno del funerale, ma “anche nei giorni terzo, settimo e trigesimo, nonché nell’anniversario della morte”. E aggiunge che la Messa di suffragio è “il modo cristiano di ricordare e prolungare, nel Signore, la comunione con quanti hanno varcato la soglia della morte”.
Il Catechismo della Chiesa cattolica (n. 1371) riporta le parole che santa Monica, madre di sant’Agostino, rivolse ai figli prima di morire. Spiegano bene il senso di questa ricorrenza: “Seppellite questo corpo dove che sia, senza darvene pena. Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all’altare del Signore.”
Usanze simili in altre tradizioni
Il bisogno di segnare il primo mese non è solo cattolico.
- Dopo il funerale la famiglia osserva la shivà, una settimana di lutto stretto. La shivà fa parte dello sheloshim, il mese di lutto di trenta giorni, che prosegue con un’attitudine meno intensa (Comunità ebraica di Bologna).
- Chiese ortodosse. Le commemorazioni dei defunti si fanno al terzo, nono e quarantesimo giorno, poi al terzo, sesto, nono e dodicesimo mese e a ogni anniversario (Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia). Al posto del trigesimo, quindi, c’è il quarantesimo.
Se la persona che avete perso apparteneva a un’altra confessione, chiedete al ministro di culto della sua comunità come si svolge la commemorazione.
Come si calcola il trigesimo
Il trigesimo si calcola dalla data della morte, non dal giorno del funerale. Su questo le parrocchie e le tradizioni locali concordano quasi sempre.
Sul modo di contare, invece, convivono due usanze. C’è chi conta il giorno del decesso come primo giorno e chi aggiunge trenta giorni pieni. La differenza è di un giorno:
| Data del decesso | Contando il giorno del decesso | Aggiungendo 30 giorni |
| 1 marzo | 30 marzo | 31 marzo |
| 15 ottobre | 13 novembre | 14 novembre |
| 31 gennaio (anno non bisestile) | 1 marzo | 2 marzo |
| 3 dicembre | 1 gennaio | 2 gennaio |
Nessuna delle due è sbagliata. Del resto nemmeno la tradizione liturgica è rigida: nel Messale Romano in uso prima della riforma liturgica, le Messe del terzo, settimo e trigesimo giorno si riferivano alla sepoltura del defunto, non alla data del decesso.
Nella pratica la data la fissate voi insieme alla parrocchia. I casi più frequenti:
- Il giorno cade in settimana. Molte famiglie scelgono il sabato o la domenica più vicini, per permettere a più persone di partecipare.
- Il giorno cade in una festività, come nell’esempio del 3 dicembre. Si concorda una data vicina.
- La parrocchia ha già impegni in quella data o in quell’orario. Si sposta di qualche giorno.
- Il trigesimo cade di domenica o in una solennità. La Messa si celebra comunque: il defunto viene ricordato nella Messa del giorno.
Quello che conta è restare intorno al mese dalla scomparsa. Spostare la Messa di qualche giorno non toglie nulla al suo significato.
La messa di suffragio: significato e prenotazione
Suffragio: significato
Nel linguaggio della Chiesa, il suffragio è un’opera buona fatta per un defunto: una preghiera, un’elemosina, una Messa. Il vocabolario Treccani lo definisce come l’applicazione di opere buone alle anime del purgatorio, per ottenere loro da Dio la remissione della pena dovuta ai peccati. La parola viene dal latino suffragium, che in origine indicava il voto, l’approvazione.
Il Catechismo (n. 1032) ricorda che fin dai primi tempi la Chiesa “ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico”. La messa di suffragio è quindi una Messa celebrata secondo l’intenzione di un defunto: per pregare per lui e, insieme, per sostenere chi resta.
Si può far celebrare in qualsiasi momento: al settimo giorno, al trigesimo, nell’anniversario o in una data qualunque. Il Codice di diritto canonico stabilisce che il sacerdote è libero di applicare la Messa “per chiunque, sia per i vivi sia per i defunti” (can. 901).
Come prenotare la messa del trigesimo in parrocchia
- Scegliete la chiesa. Di solito è la parrocchia del defunto o della famiglia, oppure la chiesa dove si è celebrato il funerale. Non c’è una regola fissa: va bene anche una chiesa a cui la persona era legata.
- Chiamate la segreteria parrocchiale o il parroco appena possibile, anche nei giorni successivi al funerale. Le date più richieste, come il sabato sera e la domenica, possono essere già impegnate.
- Date le informazioni essenziali: nome e cognome del defunto, data del decesso, giorno e orario che preferite, un vostro recapito.
- Chiedete se la Messa sarà celebrata con intenzione singola per la vostra persona cara (vedi il paragrafo seguente).
- Chiedete l’offerta indicativa e se è possibile portare fiori, leggere una preghiera dei fedeli o un breve ricordo.
A Roma, se non sapete a quale parrocchia appartiene un indirizzo, potete usare lo stradario delle parrocchie della Diocesi di Roma: si inserisce il nome della via e si ottiene la parrocchia di riferimento.
Intenzione singola o “collettiva”: cosa chiedere
In alcune Messe il sacerdote ricorda più defunti insieme, riunendo in un’unica celebrazione le offerte di più famiglie. Si chiamano Messe con intenzione “collettiva”. Con un decreto del Dicastero per il Clero in vigore dal 20 aprile 2025, la Santa Sede ha ribadito che sono ammesse solo se tutti gli offerenti sono stati informati e hanno dato un consenso esplicito, che non si può mai presumere.
Lo stesso decreto distingue la Messa applicata per un’intenzione dal semplice ricordo del nome durante una celebrazione. Per il trigesimo è quindi utile chiedere, con semplicità: “La Messa sarà celebrata solo per la nostra intenzione?”. È giusto saperlo prima.
Cosa succede durante la messa del trigesimo
La messa del trigesimo ha la struttura di una Messa ordinaria e dura come una Messa normale, di solito meno di un’ora. Il nome del defunto viene ricordato durante la celebrazione, in genere all’inizio o nella preghiera dei fedeli.
La famiglia non deve preparare nulla di particolare. Se lo desiderate, potete:
- portare fiori sobri per l’altare, dopo averlo concordato con la parrocchia (qualche idea nella guida su come scegliere i fiori);
- far stampare dei ricordini con una foto e una breve frase, da lasciare all’uscita;
- proporre una lettura o un’intenzione di preghiera scritta da voi: decide il sacerdote se e quando inserirla.
Se cercate testi da leggere o da recitare insieme, abbiamo raccolto le preghiere per i defunti più usate.
L’offerta per la messa del trigesimo: quanto si dà
È la domanda che molte famiglie hanno pudore di fare. La risposta breve: la Messa non si paga, ma è un’usanza diffusa lasciare un’offerta.
| Cosa dice la regola | Cosa significa per voi |
| Il sacerdote può ricevere un’offerta perché applichi la Messa secondo un’intenzione (can. 945 §1) | Lasciare un’offerta per il trigesimo è un uso approvato dalla Chiesa |
| Ai sacerdoti è “vivamente raccomandato” celebrare anche senza offerta, soprattutto per i più poveri (can. 945 §2) | Se in questo momento non potete, la Messa si celebra lo stesso |
| Va tenuta lontana “anche l’apparenza di contrattazione o di commercio” (can. 947) | Non esiste un listino |
| I vescovi della provincia ecclesiastica fissano l’offerta di riferimento; il sacerdote non può chiedere di più, ma può accettare un’offerta spontanea maggiore o minore (can. 952) | Potete chiedere l’importo indicativo e dare in base alle vostre possibilità |
Le norme sono nel Codice di diritto canonico, canoni 945-958. Papa Francesco lo ha detto con parole semplici nell’udienza generale del 7 marzo 2018: “La Messa non si paga. La Messa è il sacrificio di Cristo, che è gratuito. La redenzione è gratuita. Se tu vuoi fare un’offerta falla, ma non si paga.”
Per la diocesi di Roma il riferimento è la delibera della Conferenza episcopale del Lazio, come indicato dal Vicariato: la parrocchia vi dirà l’importo aggiornato. Di solito l’offerta si consegna in segreteria o al sacerdote, al momento della prenotazione o il giorno della Messa.
Chi partecipa al trigesimo e come comportarsi
Al trigesimo partecipano soprattutto i familiari e le persone più vicine, ma la Messa è aperta a tutti: amici, vicini di casa, colleghi, chi non era riuscito a venire al funerale. Non serve un invito personale.
Qualche indicazione di galateo:
- Abbigliamento sobrio, con colori scuri o neutri. Il nero non è obbligatorio: valgono le stesse regole che trovate nella guida su cosa indossare a un funerale.
- Arrivate qualche minuto prima e lasciate i primi banchi alla famiglia.
- Alla fine salutate i familiari con poche parole. Chi non ha potuto fare le condoglianze al funerale può farle ora.
- Niente regali. Se volete fare un gesto, bastano un fiore o un’offerta per la Messa.
Dopo la Messa alcune famiglie vanno insieme al cimitero, per esempio al Verano o al Flaminio, altre si ritrovano a casa per un pranzo. Sono scelte libere: non c’è un modo giusto.
Il trigesimo è anche l’occasione in cui la famiglia ringrazia chi le è stato vicino. Se dovete rispondere a messaggi o biglietti ricevuti in queste settimane, trovate qualche spunto nella guida ai ringraziamenti per le condoglianze.
Annuncio e manifesto del trigesimo
Il trigesimo si annuncia qualche giorno prima. I canali più usati sono:
- il manifesto, affisso nel quartiere o vicino alla chiesa;
- l’annuncio sul giornale locale;
- un messaggio a parenti e amici, anche via WhatsApp;
- l’avviso in parrocchia, se la comunità lo prevede.
Un annuncio contiene il nome del defunto, il riferimento al mese dalla scomparsa, giorno, ora e chiesa, la firma della famiglia ed eventualmente un ringraziamento. Ecco un modello da adattare:
A un mese dalla scomparsa di [Nome Cognome]
la famiglia lo/la ricorda nella Santa Messa che sarà celebrata [giorno e data] alle ore [ora] nella chiesa di [nome della chiesa], [indirizzo].
Si ringraziano quanti vorranno partecipare.
Se volete aggiungere una frase breve, ecco qualche esempio:
- “L’eterno riposo dona a lui/lei, o Signore.”
- “A un mese dalla tua partenza, ti ricordiamo con l’affetto di sempre.”
- “Il tuo ricordo accompagna ogni nostro giorno.”
- “Grazie a quanti ci sono stati vicini.”
Per altre idee, anche per ricordini e santini, abbiamo raccolto le frasi per il trigesimo in una pagina dedicata. Su formati, testi e affissione a Roma trovate tutto nella guida al manifesto funebre.
Settimo giorno, trigesimo, anniversario: le differenze
| Ricorrenza | Quando | Da dove viene | Oggi |
| Settimo giorno | Una settimana dopo la scomparsa o il funerale | Il lutto di sette giorni della Bibbia (Gen 50,10; Sir 22,12) | Meno diffuso; in alcune zone si chiama “messa di settima” o “messa di riuscita” |
| Trigesimo | Circa un mese dopo | Il lutto di trenta giorni per Aronne e Mosè (Nm 20,29; Dt 34,8) | La ricorrenza più sentita del primo periodo |
| Anniversario di morte | Ogni anno, nella data del decesso | Per il cristiano è il “giorno della nascita al cielo” | Si celebra soprattutto il primo, poi secondo il desiderio della famiglia |
| 2 novembre | Ogni anno | Commemorazione di tutti i fedeli defunti | Messe per tutti i defunti e visite ai cimiteri |
| Messe gregoriane | Trenta giorni consecutivi | Tradizione legata a san Gregorio Magno | Si chiedono a parrocchie, santuari o comunità religiose |
Il settimo giorno
Il settimo giorno è il primo appuntamento dopo la scomparsa. Siccome il funerale si celebra di solito pochi giorni dopo il decesso, la Messa del settimo cade spesso a ridosso delle esequie. Per questo alcune famiglie scelgono di concentrarsi sul trigesimo, che arriva quando c’è più tempo per organizzarsi e per avvisare le persone.
L’anniversario di morte
Il primo anniversario chiude l’anno del lutto. Si può far celebrare una Messa ogni anno oppure solo in alcune ricorrenze, come il decimo o il ventesimo anniversario. Anche qui valgono le stesse regole del trigesimo: si prenota in parrocchia e si lascia un’offerta libera. Il 2 novembre, invece, la Chiesa celebra per tutti i defunti insieme: ne parliamo nella guida alla commemorazione dei defunti. Se in occasione dell’anniversario state pensando anche al testo per una lapide, vedi la nostra raccolta di epitaffi e frasi per lapidi.
Messe gregoriane: trenta Messe in trenta giorni
Le messe gregoriane sono trenta Messe celebrate per lo stesso defunto in trenta giorni consecutivi. La tradizione si richiama a un racconto dei Dialoghi attribuiti a san Gregorio Magno. Dal 1967 la Santa Sede ammette che la serie possa essere interrotta per un impedimento improvviso o per un’altra ragionevole causa. Richiedono un sacerdote che celebri ogni giorno per un mese: prima di chiederle, verificate che la chiesa possa garantirle e qual è l’offerta indicativa.
Il trigesimo per chi non è credente
Non tutti vivono il trigesimo in chiesa. Se la persona che avete perso non era credente, o se lo è solo una parte della famiglia, il mese dalla scomparsa può diventare comunque un momento di ricordo condiviso. Qualche idea:
- un incontro in casa o in un luogo caro alla persona, con letture, musica e fotografie;
- una visita insieme al cimitero o al luogo dove riposano le ceneri;
- una donazione in memoria a un’associazione che le stava a cuore;
- un breve momento guidato da un celebrante, con lo stesso spirito di un funerale laico.
Se in famiglia qualcuno è credente e desidera far celebrare una Messa per un parente che non lo era, può farlo: come abbiamo visto, il sacerdote può applicare la Messa per chiunque. È una scelta personale, da vivere con rispetto per le convinzioni di chi non c’è più.
In ogni caso, un mese è poco. Il trigesimo non segna la fine del lutto, ma una tappa. Se il dolore pesa ancora molto è normale: ne parliamo nell’articolo sulle cinque fasi del lutto.
Domande frequenti sul trigesimo
Cosa significa “trigesimo di morte”?
È il trentesimo giorno dalla scomparsa di una persona. Per estensione indica la Messa di suffragio celebrata in quella data. La parola viene dal latino trigesimus, “trentesimo”.
Perché si fa il trigesimo dopo la morte?
Per pregare per il defunto e per ritrovarsi intorno alla famiglia a un mese dalla scomparsa. La Chiesa offre la Messa per i defunti nel terzo, settimo e trigesimo giorno e nell’anniversario; i trenta giorni richiamano il lutto biblico per Aronne e Mosè.
Il trigesimo è obbligatorio?
No. Non è un obbligo civile né religioso: è una consuetudine. La famiglia può scegliere una Messa, un momento di ricordo laico o nessuna celebrazione.
Quanto dura un trigesimo?
La Messa del trigesimo dura come una Messa ordinaria, in genere meno di un’ora. Come periodo, il trigesimo segna la fine del primo mese di lutto.
Come comunicare la messa del trigesimo?
Con un manifesto, un annuncio sul giornale locale o un messaggio a parenti e amici, qualche giorno prima. Basta indicare il nome del defunto, giorno, ora e chiesa, ed eventualmente un ringraziamento.
Cosa si dice durante la messa per il trigesimo?
È una Messa con la struttura ordinaria. Il nome del defunto viene ricordato durante la celebrazione, di solito all’inizio o nella preghiera dei fedeli. Se la famiglia desidera leggere un’intenzione o un breve ricordo, lo concorda prima con il sacerdote.
Come si chiama la messa dopo 8 giorni dalla morte?
La tradizione ricorda il settimo giorno: in alcune zone si parla di “messa di settima” o di “messa di riuscita”. Non c’è un nome liturgico ufficiale e la data si concorda con la parrocchia.
Quanto costa una messa in suffragio di un defunto?
Non ha un prezzo. Si lascia un’offerta: i vescovi indicano un importo di riferimento, il sacerdote non può chiedere di più e può accettare anche meno. Il Codice di diritto canonico raccomanda di celebrare anche senza offerta per chi non può.
È possibile fare una messa in memoria di un defunto un anno dopo il decesso?
Sì. L’anniversario è una delle ricorrenze previste dalla tradizione, e una Messa di suffragio si può chiedere in qualsiasi momento, anche a molti anni di distanza.
A chi ci si deve rivolgere per le messe gregoriane?
Alla propria parrocchia, a un santuario o a una comunità religiosa. Sono trenta Messe per lo stesso defunto in trenta giorni consecutivi: conviene chiedere prima se possono essere garantite e qual è l’offerta indicativa.
Ce ne occupiamo noi
Il trigesimo arriva quando il funerale è passato e intorno alla famiglia torna il silenzio. Proprio per questo può pesare: bisogna chiamare la parrocchia, scegliere la data, avvisare le persone. Se lo desiderate, vi aiutiamo a preparare l’annuncio e i manifesti del trigesimo e a ordinare i fiori per la chiesa.
Funeral Srl opera a Roma e provincia con quattro sedi — Furio Camillo, Farnesina, Acqua Bullicante e Riano — ed è reperibile 24 ore su 24. Se avete bisogno di un consiglio per organizzare il trigesimo della vostra persona cara, contattateci: vi diciamo cosa serve e di cosa possiamo occuparci noi.



